Puravida

Puravida

Modulo di contatto

Nome

Email *

Messaggio *

Si è verificato un errore nel gadget

Translate

Google+ Badge

giovedì 30 luglio 2015

Viva Costarica!

Ciao a tutti!
Allora già deciso dove andare in vacanza?
Ma come dove? Costarica tutta la vita....
Sono tornata dopo molto tempo e scoppro con immensa gioia che il numero delle visualizzazioni è decollato!
Che dire....nonstante siano passati ben  sette anni, il mio cuore è sempre lì e non posso che essere felice nel vedere che molti di voi hanno letto il mio blog.

Nel frattempo sono successe molte cose, ma la cosa più bella di tutte è stato trovare l' amore.

Diciamo che.......un viaggio di nozze in Costarica, potrebbe aggiungere tanta puravida alla mia vita!

Vi terrò aggiornati, promesso!


Vi abbraccio tutti vicini e lontani e auguro a tutti voi tanta tanta PURAVIDA!



A presto
Tamy

sabato 15 settembre 2012

Auguri Puravida

Oggi si celebrano 191 anni di Indipendenza del Costa Rica!!!! Auguri a questa meravigliosa terra e a tutti i suoi altrettanto meravigliosi abitanti!!
Puravida a todos

Tammy

mercoledì 5 settembre 2012

Terremoto in Costarica 5 settembre 2012

Carissimi compagni di viaggio, purtroppo oggi nella mia amata Costarica alle 14.42 ore locali, c'è stato un violento terremoto con magnitudo 7.6.Il sisma è stato avvertito in tutto lo stato e inizialmente c'è stato un allarme tsunami che grazie al cielo è rientrato!! Il mio pensiero va ai miei amici costaricensi e a tutte le famiglie colpite dal sisma. Vorrei tanto raggiungerli uno per uno, ma purtroppo non posso.
Il mio augurio e la mia preghiera va a tutti loro, nella speranza che tutto si sistemi il più in fretta possibile.

Che Dio benedica tutti voi e le vostre famiglie.

Un abbraccio e sempre PURAVIDA a todos


Tammy

lunedì 20 febbraio 2012

Ciao a tutti voi, da stasera potete seguirmi sul mio nuovo blog Tammy-stlucia.blogspot.com, cliccate sul link alla vostra destra e....buon nuovo viaggio!

mercoledì 15 febbraio 2012

Un ringraziamento speciale

Il viaggio è terminato ed è ora di salutarvi, ma non è un addio ma un arrivederci e prima di salutarvi vorrei ringraziare in modo speciale una persona altrettanto speciale.
Un particolare ringraziamento va al mio caro amico Luca "Buba", fedele e instancabile paziente compagno di viaggio che mi ha acompagnata in questa avventura nel Puravida.
Colui che mi è stato vicino nei momenti difficili e che ha condiviso con me così tanta felicità.

Grazie Lu, ti voglio bene.

Tata

22 Novembre 2008 Torino



22 Novembre 2008 Torino



Eccomi qui, stordita ma felice . Sono tornata tornata da un lungo viaggio fuori e dentro me.
Sono  tornata dai miei nipotini, dalla  mia adorata e amata nonnina, dal mio micione Willy, da tutti i miei cari e tutti i miei amici.
Questo viaggio mi ha fatto capire molte cose, mi ha fatto apprezzare la nostalgia di persone per me importanti, ho sperimentato la paura di non farcela e allo stesso tempo la vittoria per il traguardo raggiunto. Ho provato tristezza e smarrimento ogni qual volta incontravo uno sguardo estraneo, ho assaggiato la felicità nel suo stato più puro e ho provato profonda vergogna davanti a realtà più forti e difficili della mia.
Ho raggiunto, o almeno credo di averlo fatto, uno stato di pace talmente potente da illuminare la mia stessa anima.
Ho osservato con le orecchie e ascoltato con gli occhi, ho imparato con molta fatica, ad assaggiare la vita senza avidità, aspettando con pazienza e naturalezza, il momento giusto.
Ho avuto la grande fortuna di incontrare persone splendide, custodi sconosciuti di una fonte di vita irrinunciabile. L’umiltà!
Ne ho sentito il suono della natura e osservato con attenzione le sue innumerevoli forme.
Ho condiviso emozioni che il mio cuore si rifiutava di provare, ho ascoltato la voce della luna e sono stata accarezzata dalla brezza dell’oceano. Le mie mani hanno stretto altre mani e le mie braccia hanno ricevuto abbracci.
I miei occhi si sono commossi spesso davanti a tanta bellezza e i sussulti della mia anima mi hanno ricordato di essere viva e parte iportante in questo mondo.
Questo viaggio mi ha arricchita di esperienze importanti, ho ritrovato un equilibrio ma solo dopo averlo perduto.
Il mio patrimonio affettivo era dato per scontato e rischiava la perdita di intensità, la vita frenetica mi aveva distratto dalle mie vere necessità. Allontanandomi dalla comodità delle mura di casa mia, ho ritrovato il contatto la vita che mi circonda.
Il superfluo rovina l’esistenza delle persone, il troppo benessere altera gli equilibri della vita reale. E' proprio vero, che " l' essenziale è invisibile agli occhi" e che si sono emozioni così forti che porterai dentro di te per tutta la vita.
In questa terra illuminata dal sole, tutti vivono come possono e quando gli domandi come stanno, loro ti rispondono PURAVIDA.
Non è il suono della parola o la frequenza con la quale è pronunciata, ma l’energia che sprigiona ogni volta che viene pronunciata.Il suono della sua frase è seguito dallo sguardo fiero e dal sorriso disarmante che le persone del Costarica possiedono. La tua sicurezza vacilla e il cuore ha un sussulto, ti senti quasi indegno di quel sorriso, incapace di crearne uno di eguale intensità e il contatto spirituale diventa quasi fisico.

Eppure è una semplice parola PURAVIDA.
Vivere con semplicità o meglio semplicemente vivere.
Un pasto caldo un tetto sulla testa, un lavoro onesto e una famiglia con tanti bimbi che rallegrano il focolare domestico e allietano le giornate.
Ci si può sentire a casa anche se lontani perché la propria casa è dove sta il cuore. Niente di più vero. Essere umili e prendere la vita con positività e rispetto.
Ho sperimentato personalmente che più ti opponi alla corrente e più fai fatica.
Seguire la corrente mi ha portato qui, non so come e perché, ma sono contenta e felice di averlo fatto.
Mia nonna ha sempre avuto ragione, vivere è così semplice.



Grazie Costarica, grazie di tutto, della tua semplicità e umanità.
Non sarà più la stessa cosa d’ora in poi, un pezzetto del mio cuore l’ho lasciato lì, tra uno scoglio e una palma, tra un sorriso e una farfalla, tra la voglia di vivere e quella di tornare.




PuraVida

Ora dagli tu un significato.


Tamara

21 Novembre 2008 S.Josè- Madrid / Madrid- Torino


21 Novembre 2008 S. Josè/ Madrid



Guardo fuori dal finestrino e la luce è accecante, le stelle hanno lascito il posto al sole, il panorama è bellissimo ed io mi sento meglio.
Siamo ancora sull’oceano e davanti a me l’orizzonte è azzurro e posso quasi vedere la curva del mondo.
Osservando l’ala dell’aereo, sembra di essere fermi, tutto si muove lentamente.
Buongiorno nuovo giorno, tra poco atterreremo a Madrid e si cambierà nuovamente l’ora. Sono passate le 10 del mattino, ora italiana e stiamo sorvolando il Portogallo, arriva la colazione, non ho molta fame ma una bella tazza di te con fette biscottate ci vuole proprio.
Tra mezzora atterriamo a Madrid, la coda in bagno è chilometrica mi metto in coda che è meglio.
Se penso che il nostro scalo a Madrid durerà quattro ore, mi viene male.
Alle 11.20 atterriamo a Madrid e dopo i consueti controlli alle 13.50 ci infiliamo nella metro sotterranea che ci porterà all’imbarco per Caselle.









21 Novembre  2008 Madrid/Torino


Pranzo con panino crudo e formaggio e una birra 7euro!
Siamo a casa e si vede….
Dopo due passi tra le boutique interne, il gate K ci attende.
Il nostro volo non c’è ancora sui tabelloni e stanchi morti ci sediamo sulle panchine con la speranza di restare svegli.Imbarco previsto per le 15.50, sono appena le 14.30.

Il gate K98 inizia ad animarsi, imbarco imminente, il nostro aereo sembra un pullman con le ali, come quello dell’andata. Fra tre ore i miei piedi toccheranno suolo italiano, sono stanchissima, devo assolutamente dormire un po’. Sono le 16.35 si sale a bordo e alle 16.50 sono nuovamente tra le nuvole.Arriva lo spuntino a base di panino con salame e succo d’arancia.
Niente riposo, qualche turbolenza ma sono troppo stanca per preoccuparmi.
Credo di aver dormito ma non so quanto, guardo fuori dal finestrino e vedo in lontananza delle lucine sparse qua e là. Il capitano rompe il silenzio annunciando il sorvolo di Torino Caselle, sono le 17.45, tra mezzora atterreremo a Torino.
Le luci si avvicinano sembra più e l’emozione mi prende all’improvviso.
Mi scendono le lacrime, sono felice, sono a casa!
Si riaccendono le luci  dell'aereo e mi asciugo in fretta gli occhi, qui a Torino è inverno e fuori ci sarà un’aria gelida. L’aereo atterra, un tuffo al cuore, mi sembra di essere stata via una vita.
Scendo dall’aereo, mi volto un istante e mi rivedo nell’attimo in cui sono partita. Ripenso alla puravida e a quel mondo così lontano e mi chiedo se un giorno sarò così fortunata da ritornarci.
Le luci di Torino mi aspettano, i piedi camminano da soli verso il posto a me più famigliare.
Sono tornata! Sono a casa..








20 Novembre 2008 Ultimo giorno a S. Josè


20 Novembre 2008  Ultimo giorno a S. Josè


Sono le 7 del mattino, risveglio nervoso, pensiero fisso, oggi si torna a casa.
Va bene, mi tiro su, mi stiracchio un po’, doccia e alle dieci colazione.
Ho pagato il conto dell’Hotel 57.200 colones.
La stanza la dobbiamo lasciare alle 12.00, ma sono così gentili da farci rimanere nel salottino dell’hotel fino alle 13.00.
Il  volo per Madrid parte alle 17.57 e alle 13.00 abbiamo prenotato un taxi per l’aereoporto. Manca davvero poco e una volta preparati gli zaini, liberiamo la stanza come promesso.
I pensieri mi rapiscono e nella mia mente iniziano a passare veloci tutti i bei momenti di questo viaggio. Neanche la tv mi distrae neppure il meteo italiano.Sono le 13 e il taxi ancora non si vede. Passata mezzora Ismaele decidere di chiamare il taxista per capire cosa fosse successo e ....
Incredibile, si era dimenticato di noi!
Anche Ismaele ci resta male e chiama subito un' altro taxi. Desolata per l'accaduto ci offre 20$ per pagare il taxi ed io rimango stupita da così tanta onestà e pprofessionalità. Inutile dire di no, vuole contribuire al pagamento e alla fine non si può proprio rifiutare.
La saluto e l'abbraccio e questa volta è davvero ora, il taxi è fuori che aspetta, direzione aeroporto.
L’autista si chiama Riccardo e sembra essere deciso a non farci sconti sulla tratta ma 22 $ vanno  bene lo stesso, anche se un po’ caro.
Ha parlato tutto il tragitto, un ragazzo simpatico, colleziona monete e i nostri euro non li aveva mai visti. Gli ho regalato un paio di monete e lui le ha gradite molto.
Dopo mezzora siamo in aeroporto, salutiamo Riccardo e ci dirigiamo al check-in.
Facciamo impacchettare i nostri zaini e paghiamo le tasse aeroportuali.
Ci aspetta il mastino del controllo passaporti. Mi viene già da ridere.
Ci fanno togliere le scarpe e ci controllano scrupolosamente e una volta finito, finalmente andiamo a mangiare qualcosa.
Di nuovo Burger King ma a prezzi elevatissimi, un menù medio 10$!
Dopo il lauto pranzo, ci accomodiamo nell’immensa sala d’aspetto e di fronte a noi ci sono un gruppo di musicisti folk, tutti credo sulla trentina.
Mi piace la loro musica e poi usano come gran cassa un valigione.



Al fondo invece c’è un altro gruppo di musicisti ma religiosi, tipo missionari.
Sembra una gara all’ultima nota, il sacro contro il profano.
L’attesa è lunga spero di farcela senza uccidere nessuno.
Manca un’ora all’imbarco, tra mezzora inizieranno i controlli e spero di fare in fretta.
E’ ora,  tutti in fila, ci hanno fatto aprire i bagagli a mano ma per fortuna la maschera l’ha fatta passare senza storie, mi incammino verso l'aereo attraverso il "tubo" e ho un nodo in gola, guardo fuori e sento che questo posto mi manca già!
Sono le 17.57, il capitano ci informa che il volo durerà approssimativamente dieci ore e dieci minuti. Stesse hostess stagionate, stesso aereo, solo meno scassato di quello dell’andata.
L’aereo decolla alle diciotto e dieci esatte.
S. Josè dall’alto è meravigliosa, milioni di lucine che brillan, resto in silenzio e provo a distrarmi un pò. Ecco il carellino della cena,il menù prevede pollo con verdure, purè di patate formaggino e merendina. Stesso menù dell’andata, ora vedo se riesco a dormire un po’.
Siamo in viaggio già da sette ore se tutto va bene, ne mancano solo più tre.
Il volo è stato tranquillo, ma io non riesco a riposare.
Le ho provate tutte ma niente, i sedili sono scomodi ed io sono particolarmente agitata.
In giro per i corridoi c’è molta gente che passeggia, bevo un po’ di te caldo e fuori nel frattempo si è fatta l’alba.

19 Novembre 2008 S.Josè ultima notte


19  Novembre  2008  S. José ultima notte



Stamane alle 6 AM  sveglia come un grillo!!
Do un’occhiata fuori e il cielo è grigio e piove.Colazione veloce con caffè e due fette di pane con burro e marmellata, la malinconia inizia a farsi sentire ma non ci voglio pensare.
Torno in stanza, e dopo aver messo un in ordine tutte le mie cose, mi godo un po’ di tv.
I canali sono tutti stranieri, ma riesco a guardare e a comprendere un documentario che parla dell'Isola di Coco. Purtroppo le acque protette che circondano l'isola , nonostante siano protette, gli squali martello vengono cacciati senza pietà per le loro pinne da pescatori senza scrupoli.
Ho assistito a scene terribili dove, una volta tagliate le pinne, vengono rilasciati in mare a morire..
Ma io mi domando e dico.....ma la zuppa miracolosa non potete farvela con le ...BIIIIIPPPPPPPPPPPP vostre??????
Dev'essere un posto incantevole e so che è a due giorni di navigazione dalla costa sud del Costarica e per accedervi ci vogliono permessi speciali.
Nel frattempo tra uno zapping e l'altro, il mio stomaco inizia e brontolare e siccome sono le 12 pm
si torna da Rostipollo a fare un bel pranzo a base di pollo allo spiedo.
Questa volta ho provato una buonissima l’insalata di pollo con funghi e guacamole, ovviamente accompagnata dalla solita Imperial ghiacciata. Circa 4$ a testa se non ricordo male, ma sono gli ultimi giorni ed io incomincio a perdere i colpi.
Eccoci  nuovamente nelle strade di S. José  per andare a salutare Marianella. Prorompente donna con spiccatissimo senso degli affari. Gestisce un negozio di souvenir nella strada principale della capitale e non comprare qualcosa da lei è impensabile.
E’ talmente brava nel suo lavoro che alla fine cedi per sfinimento, per carità, una persona brava e disponibile, ma si sa, gli affari sono affari.
A un certo punto ci chiede se avevamo sentito il terremoto ieri sera alle 23.30....
Terremoto??? Assolutamente no!
Lei scoppia a ridere e ci dice che l’intensità del sisma è stata di 6.9!
Finisce dicendo che forse eravamo talmente stanchi da non sentire nulla. 
Dpo aver comprato gli ultimi souvenir abbraccio con un pò di magone anche lei e un bel Puravida non ce lo toglie nessuno.
Quando qui sono le dieci di sera, in Italia sono le 5 del mattino e ora qui sono le 3 del pomeriggio e domani a quest’ora staremo facendo le carte d’imbarco per l’Italia.
Meno male che il viaggio di ritorno sarà di notte, così mi addormento qui e mi risveglio a Madrid. Salutiamo la nostra procace amica e torniamo in hotel.
Dopo un pomeriggio passato davanti alla tv a guardare CSI e National Geographic, tutto rigorosamente in Spagnolo, ci prepariamo per la cena.
Decidiamo di andare nel locale consigliatoci da Kevin, Soda Creolita, dove il titolare ci confessa di avere il desiderio, un giorno, di visitare Venezia e Firenze. Devo dire che al momento sono le citta più gettonate dai costaricensi, gli dico che sono città meravigliose, ma mai come questa bellissima terra. Il locale è grazioso e rimane proprio vicino al negozio delle maschere. I tavoli ben  disposti e l'arredamento un pò vecchiotto ma ordinato e pulito. Ordiniamo panini con carne, contorno di patate e due corona belle fresche.
Il conto è di 7000 colones, ritiriamo la nostra cena take away, troppo stanchi per stare in giro stasera e una volta rientrati in Hotel scambio due parole con Petronio e ne approfitto per ringraziare e salutare anche lui. Fuori, mi accorgo che si è alzato un vento fortissimo e la temperatura è calata molto rispetto al nostro primo arrivo. Poi penso che tra un po’ è Natale…. e chissà perchè mi senbra tutto normale.
Cena sostanziosa e poca tv, condiscono la mia serata e poco dopo crollo tra le braccia di Morfeo.





Anche questa è S.Josè ....

Cartelli stradali











Queste torte sono vere!

Venditore di gelati

martedì 14 febbraio 2012

18 Novembre 2008 La Fortuna- S. Josè


18 Novembre  2008 La Fortuna/ S. José


Stamattina era davvero impossibile dormire un po’ di più, il cantiere si è svegliato molto presto. Poco male, alle 8.00 PM arriva il bus che ci riporterà nella capitale.
Tutto pronto, si parte, il nostro autista si chiama Alessandro e durante il tragitto mi dice che non è del Costarica ma che è nato a Cuba.
La prima parte del viaggio è stata un po’ faticosa a causa della strada piena di curve e la guida sportivissima di Alesandro, poi la pioggia completava il quadretto.
Dopo un’ora e mezza, facciamo mezzora di pausa in una soda piccola ai bordi della strada. Colazione con caffè e torta di…. Non lo so ma molto buona.
Arriviamo a S. José per le 11.30 e Alesandro ci lascia come richiesto davanti all’Hotel Hemingway Inn. Me lo ricordo questo Hotel, ci passavamo davanti i primi giorni  per raggiungere il centro.Molto caratteristico e il suo stile è proprio lo stesso dello scrittore di Moby Dich!

 

 Questo posto è così incantevole che voglio dedicargli una foto gallery.
  

Troviamo ad accoglierci Ismala, una ragazza sorridente dalla voce squillante che ci  conferma il prezzo di 45$ a persona per due notti.Ci accompagna nella stanza e aprendo la porta non crediamo ai nostri occhi. E’ enorme! Due stanze con letti enormi e tavolino con sedie.In sostanza una suite! Chiedo se per caso c’era stato un errore di comprensione (probabile, visto la stanchezza e lo spagnolo improvvisato) e lei con un candido sorriso mi riconferma il prezzo!Che figata e quanto spazio!Questa volta ci sistemiamo con calma e se vogliamo, anche con un pò di tristezza. Ultimo giorno in questo paese meraviglioso.....Scrivo un paio di cartoline e sistemo lo zaino,è già ora di pranzo e allora via per l'ultima volta tra le strade di S.Josè. Sono rimasrte le ultime cose da fare di andare in aeroporto e tra queste, tornare nel fantastico negozio di Kevin e acquistare quella splendida maschera Boruca che avevo visto una settimana fa. Kevin ha trentacinque anni ed è stato molto disponibile al nostro primo arrivo nella capitale, un ragazzo dagli ochhi vispi e con un grande amore per il suo lavoro. Ricordo il primo giorno che nella capitale e ricordo molto bene il fascino che emanano queste maschere e il racconto dettagliato e la loro storia, infatti  la tribù Buruca popola le foreste più sperdute della Costarica e di preciso nella riserva indigena di Terraba a sud della capitale, dove  da un unico pezzo di tronco,viene intagliata una sola maschera. Sono tutti  pezzi unici e nel suo negozio ce ne sono esposte molte e di bellissime.
Kevin ci ha spiegato che lui acquista direttamente dal villaggio e una parte del ricavato va proprio alle famiglie di questi artigiani. Ogni maschera ha un suo significato e ognuna di esse ha un nome e un utilizzo specifico. Peccato che il tempo è stato poco e di non aver potuto visitare la tribù, chissà magari un giorno...
Ho acquistate due maschere piccole,una è proprio quella della quale mi ero innamorata il primo giorno, l'altra mi ha affascinato per il suo nome. Una è un viso di indigeno contornato di orchidee e nell'altra è raffiguratoun "Diablo", una specie di guardiano. Spero mi portino un po’ di Costarica nella mia casetta a Torino.








La mia Buruca

El Diablo
 Salutiamo con un abbraccio il nostro amico irlandese che ci consiglia, per la cena un localino proprio vicino al suo negozio. Si chiama Soda Creolita, locale pulito e conveniente. Per il momento è ancora ora di pranzo e ci dirigiamo da MacDonald’s.
Abbiamo le cartoline ma non i francobolli e se pensavamo fosse una cosa semplice da trovare beh ci sbagliavamo di grosso.
Abbiamo girato la capitale in largo e in lungo e finalmente sbuchiamo davanti all’ufficio postale!
Non sono come i nostri sportellini, qui è un palazzo! Ho acquistato dei francobolli come ricordo e poi chissà, magari tra qualche anno varranno una fortuna.
Per il momento, il mio piccolo investimento mi è costato 500 colones.
Sono stanchissima, scendo da Ismala per chiedergli un asciuga capelli ma trovo Petronio, allegro ragazzo tuttofare che, gentilmente mi da (sotto cauzione) il mio secator de pelo. Questa scena mi sembra di averla già vissuta…
Qui in Costarica, gli asciuga capelli sono più rari dei diamanti…strano vero?
Doccia calda e pomeriggio sotto le coperte, tiro fuori il naso solo per la cena take away a base di riso con gamberi in una porzione abbondante. Ora va decisamente meglio.
Appoggio la testa sul cuscino e il sonno mi rapisce subito.
Buonanotte S. Josè.

17 Novembre 2008 La Fortuna


17  Novembre 2008 La Fortuna



Sveglia presto anche stamattina.
In tutto la Costarica, la gente si alza all’alba e comincia a lavorare di buona ora.
Vicino alla stanza, infatti, c’è un piccolo cantiere e non appena sorge il sole e arrivano le prime luci, gli operai iniziano a martellare, avvitare, tranciare, trapanare….
Colazione in un localino piccino visto ieri durante la passeggiata con caffè americano e un tortino al cioccolato,un po’ caruccio 4600 colones, ma il dolce era buonissimo.
Questa città è davvero bella, giardini botanici perfetti, numerose costruzioni caratteristiche, taxi completamente rossi e il Sig. Vulcano all'orizzonte!!! Mi affretto a fare gli ultimi acquisti di souvenir e dopo un pasto veloce al Burger King ci infiliamo su di un taxi e via, verso le tanto desiderate terme di Baldì.
Costo del taxi 4000 colones andata e ritorno, la contrattazione non è stata dura, e siccome il ritorno a piedi dopo una giornata alle terme rovinerebbe l'incanto, un pò di extra si possono accettare.
L' ingresso delle terme è incantevole e dopo aver pagato l’ingresso e consegnato i braccialetti  siamo entrati nella maestosa struttura.
Le terme sono splendide e le vasche enormi. Peccato però per la musica disco un po’ altina. L’acqua è caldissima e rilassarsi è un piacere.
Sembra un villaggio acquatico, vasche idromassaggio, cascate immense altre vasche hanno acqua 

calda, caldissima o fredda ghiacciata.
Tra una vasca e l’altra poi, partono dei sentierini con siepi e piante con fiori stupendi tra i quali senti e vedi svolazzare piccoli uccellini e numerosi colibrì.
Alla fine di questi sentierini, tra fontane e panchine, si arriva alla vasca più alta.
Una meraviglia, dentro l’acqua ci sono sdrai in pietra a filo d’acqua e se non fosse per il cantiere a cielo aperto, il panorama sarebbe mozzafiato.
Scendendo verso valle invece, un’altra mega vasca con due scivoli.
Ho rischiato la pelle a scender da quei cosi. Sono così ripidi che al contatto co l’acqua tra un po’ mi polverizza il costume!
La vasca che ho gradito di più è stata quella con il bancone del bar sommerso dall'acqua.
Comodamente seduta e immersa nell’acqua fino alla schiena si potevano assaporare cocktail di frutta. Un po’ troppo cari per le mie tasche e visto che il barman se ne era accorto, gentilmente mi hanno regalato una banana.
Non so bene se voleva dirmi qualcosa con quel dono, ma ho ringraziato e poi ho cambiato vasca.
La pioggia si alterna a lieve brezza ed è una vera goduria immersi nell’acqua calda.
Avrei voluto trasferirmi lì, ma dopo ben cinque ore di ammollo, ci siamo cambiati e siamo andati verso l’uscita.
Dentro la struttura termale, c’era un piccolo bazar di souvenir, un po’ caruccio come prezzi, ma ho avuto il piacere di far la conoscenza di una bravissima ragazza.
Rosybel è il suo nome, fotografa per passione, mi ha raccontato che il suo più bel soggetto da fotografare era proprio il Sig. Volcán Arenal. Mi ha promesso che tramite MSN mi manderà qualche scatto senza nuvole.
Spero di mantenere i contatti con lei è stata gentilissima, come molti in questo mio fantastico viaggio. Chiamiamo il nostro caro taxista dell’andata e ritorniamo verso la stanza. La pioggia sembra aver dato un po’ di tregua e decidiamo di andare a cenare in una pizzeria vista sul ciglio della strada principale cittadina.
Il locale si chiama Anch’io e visto il nome eravamo sicuri che la gestione fosse italiana.
Non è stato così, il titolare, Roy, ci ha raccontato di adorare la cucina italiana e il suo italiano simpatico.
La pizza buonissima ma ho esagerato con l’olio piccante e ho faticato a finirla.
Abbiamo speso quasi come in Italia 30$ a testa, ma era la nostra ultima cena prima di tornare nella capitale e allora ne valeva la pena.
Dopo cena una bella passeggiata, l’ennesima sistemazione zaino, un veloce controllo generale della stanza per non dimenticare nulla e poisprofondo in un sonno profondo.

martedì 31 gennaio 2012

Il mio viaggio più bello

Cari lettori, care lettrici

è per me un giorno molto triste. Sono consapevole che questa notizia non ha nulla a che vedere con il Costarica, ma sento il bisogno di condividere con tutti voi la mia perdita.
Questa mattina ho perduto il mio compagno di vita dopo 15 lunghi e felici anni vissuti insieme.
Vi parlo di lui perchè , in qualche modo ha fatto parte dei miei viaggi e dei miei racconti e sopratutto perchè c'è sempre stato lui a casa ad aspettarmi con fusa e miagolii.
Lui era Willy, il mio re, il mio insostituibile micione nero.
Dopo 15 anni sempre al mio fianco, stamattina alle 9,30 si è spento tra le mie braccia.
Voglio ricordarlo come in questa immagine, mistorioso e fiero felino dagli occhi magnetici.

Vi ho sempre parlato del Puravida e della felicità che essa scatena, ma in questa giornata di neve e lacrime, chiedo a voi di donarmene un pò della vostra.
Dicono che il più gran gesto d'amore che un individuo possa fare, sia proprio quello di lasciare andare  libero il proprio amore. Ebbene io ho dovuto decidere di liberarlo dalla sofferenza, sciocca e  impotente davanti alla fine programmata in costrasto con il mio stesso cuore.











Willy "The King", per sempre nel mio cuore.



Grazie Tata

sabato 21 gennaio 2012

16 Novembre 2008 Monteverde - La Fortuna

16 Novembre 2008 Monteverde/ La Fortuna





Questo è il maestoso Volcan Arenal che sovrasta la città.



La sveglia suona alle 06 del mattino e  dopo il solito riordino zaini esco per fare un prelievo al bancomat nella vicina S. Elena. I cavi dell’energia elettrica sono bassissimi e s’intrecciano in modo confuso tra case e locali. Il forte vento della notte ha spazzato un po’ di nubi e l’aria è frizzante. E’ quasi ora di partire alla volta di La Fortuna, colazione da Candida, ma lei non c’era e non rispondeva nessuno.
Mi è venuto in mente che forse era nel piccolo supermercato dove l’avevo vista la prima volta e, infatti, eccola lì. Saluto entrando e la chiamo, lei vedendomi scoppia a ridere e quando gli ho detto che ero sicura di trovarla lì, ride tutto il negozio. Che splendida persona e che bella allegria si respira qui. Sostanziosa colazione tipica (4500 colones),due chiacchere e un paio di abbracci, a Candida e Gaby.
Zaini pronti, sono le 8AM, il bus ci aspetta per il nostro tour jeep-bote-jeep. Praticamnete si tratta di un viaggio che comprende il primo tratto iniziale in jeep fino all'imbarco di un battello, si attraversa il Lago Arenal e subito dopo, il terzo e ultimo tratto in jeep porta fino alla città di La Fortuna, ai piedi del maestoso Volcan Arenal!
Il nostro primo autista si chiama Aicer, meno simpatico direi, il tempo non promette nulla di buono e incomincia a piovere copiosamente.
Purtroppo il nostro primo bus ha evidenti problemi di freni e la pioggia insistente non aiuta la guida. Facciamo una sosta obbligata a Tilaran, purtroppo il bus va riparato e ci vorrà del tempo, ma ci raggiunge un nuovo mezzo con un nuovo autista.
Noi nel frattempo scendiamo e ci rifugiamo in una soda El Tropique, dove approfitto per acquistare qualche piccolo souvenir. Fuori in un praticello, ci sono un paio di mucche e qualche anatra.Tutte e tre molto magre!
Scatto un paio di foto e subito dopo arriva il nostro nuovo bus. Saliamo tutti ed io chiedo se posso stare davanti. Miguel, l’autista mi dice che per lui va bene e partiamo alla volta del Lago Arenal. Guida come un folle su di una strada molto sterrata e sotto la pioggia battente tanto che lo ribattezzo Miguel Schumacher e lui scoppia a ridere. Provo a fare due foto e a cercare di documentare l’esperienza, ma ci rinuncio anche perché sembra di fare il Rally di Tilaran.
Siamo in ritardo per la partenza del battello ma Miguel è fiducioso, sorride e dice che ce la faremo.
Dopo quarantacinque minuti di montagne russe, finalmente arriviamo all’Imbarcadero del Faro. Dopo una breve sosta in un locale sul lago, ci imbarchiamo sul battello che ci porterà dall’altra sponda del lago. La navigazione del lago è tranquilla e il panorama splendido!
Tutto intorno a noi montagne verdissime e nuvole cariche d’acqua, il contrasto di tutti questi colori insieme, tolgono il fiato! In lontananza si può ammirare il famoso Volcán Arenal, dove sulla sua vetta, albergano costantemente fitte nuvole grigiastre.





Alla guida del battello ci sono Kevin e un suo amichetto. Ha solo nove anni ma è così orgoglioso di poter guidare, tutto però sotto la supervisione attenta di Carlos e dell’aiutante Mario.



Sembra che fuori ha smesso di buttare giù acqua e ne approfitto per uscire sul ponte per ammirare meglio il panorama. Tira un po’ di vento e l’aria è freddina, ma lo spettacolo che ti si presenta davanti agli occhi ti stordisce di più.
Scatto un po’ di foto e mi godo l’aria fresca sul viso, guardo indietro e ammiro la maestosità del lago e poco più su il vulcano.
Dopo cinquanta minuti di navigazione, sbarchiamo ad Arenal.
Un nuovo bus ci attende e ci porterà fino a La Fortuna.
Il nostro autista è proprio Carlos (il capitano del battello), saliamo a bordo del bus e diciamo a Carlos di lasciarci a Cabina Las Palmas.Questo posto ci è stato raccomandato da Gaby a Monteverde. Qui funziona così se vuoi ed è divertente.In pratica se chiedi un consiglio su dove dormire e mangiare, sono tutti disponibili a mandarti da conoscenti e amici e non solo i posti sono davvero affidabili e decenti, ma riesci 
anche a risparmiare qualcosa.
Arriviamo a Las Palmas e una volta visionato le Cabina scendo a dare un’occhiata. Il prezzo è 20$ a persona per due notti e il bagno è privato.... aggiudicato!
Salutiamo Carlos e prendiamo possesso della nostra nuova camera. La struttura è recente e nel portico ci sono due sedie a dondolo. La stanza è pulita e spaziosa e i letti grandi e comodi, il bagno è in ordine e la doccia calda.
La signora che gestisce è molto gentile e ci ha persino imprestato il suo ombrello, anche perché qui piove fitto. Decidiamo di andare a fare due passi per la città di La Fortuna. Splendida, ordinata e moderna, tutto intorno ci sono numerose attività commerciali, bancarelle e una grande cattedrale, dove riconosco l’immagine di Don Bosco.
Entro nella cattedrale e rimango affascinata dalla grandissima statua di Gesù Cristo che sovrasta l’altare,  c’è una pace meravigliosa qui e tutta la chiesa è ornata di fiori splendidi e colorati. La statua della Madonna con il Bambino ha un’espressione così reale che sembra ti sorrida davvero, faccio un paio di preghierine e mi godo il silenzio dei miei pensieri, fuori spunta un po’ di sole e il cuore mi si alleggerisce.


Al centro della città c'è un giardino botanico immenso con fiori stupendi e aiuole curate con precisioneimpressionante.








La fame ci assale e durante la nostra passeggiata scorgiamo un Burger King.
Menù classico (hamburger-patatine-pepsi) 1650 colones.
C’è una galleria di negozi dentro il fast food e ovviamente scatta il giro per curiosità.
I prezzi sono un po’ alti, ma i negozi molto curati e in linea con i nostri.
Al ritorno verso la camera, scorgiamo un chiosco adibito a tour operator dove conosciamo Carole. Una ragazza gentilissima e molto disponibile, alla quale chiediamo qualche info su eventuali escursioni e lei ci propone il night tour al Volcán Arenal. Approfitto della sua disponibilità per chiederle se poteva prenotarci il bus per tornare a S. José per martedì mattina. Il bus ci costa 45$ a testa e già che c’eravamo, ci siamo fatti prenotare anche dove dormire. E’ stata gentilissima perché ha chiamato lei stessa e ci ha prenotato la notte di martedì all’Hotel Hemingway di S. José.
Ci ha detto che è economico e caratteristico e che conosce i gestori e quindi di stare tranquilli. Infatti, il costo è di 45$ a notte per due persone.Torniamo in stanza a parlare con la proprietaria riguardo alle famose Terme di Baldì.
Abbiamo deciso di prenotare tramite lei l’ingresso alle terme perché riesce a farci risparmiare un pochino.
Non vedo l’ora di andarci, l’acqua utilizzata è termale e arriva direttamente dal vulcano e le vasche all’aperto ti permettono di osservarlo mentre ti rilassi nell’acqua calda. L’ingresso costa 18$ a persona per tutto il giorno e secondo me ne varrà sicuramente la pena.
In sostanza, La Fortuna è come Pompei. Una cittadina ai piedi di un vulcano per altro ancora attivo, ma la popolazione non sembra per niente preoccupata, anzi vive in simbiosi con esso e con il clima mutevole che ne comporta. Dopo aver programmato la giornata di domani, torneremo nuovamente tra le strade della città e grazie a Dio ha smesso di piovere. Incontriamo nuovamente Carole e visto che le nuvole minacciose, sembrano aver voglia di abbandonare la vetta del vulcano, ci facciamo convincere per il famoso night tour. Ci fa un pochino di sconto e ci dice la colata lavica del vulcano vista alla sera, è davvero un’esperienza unica.
Paghiamo 5000 colones a testa e torniamo in stanza a cambiarci. Prima dell’escursione andiamo a fare cena in un locale che avevamo già notato, si chiama Soda La Parada che di turistico non ha nulla, ma è tanto tanto caratteristico.
Preferisco i posti non turistici, dove puoi trovare soprattutto abitanti del posto. Credo che se impari molte più cose e che si riesca a interagire più naturalmente con il posto che si visita.
Da fuori devo ammettere, che non dava una bella impressione, ma poi una volta seduti al tavolo, ti rendi quasi conto di quanto a volte sei talmente concentrato all’aspetto esteriore delle cose che non ti rendi conto di quanto le piccole cose e le situazioni inaspettate possono arricchirti dentro e fuori.
Il locale, dicevo, è molto spartano con un grandissimo distributore di bibite, una cucina a vista sulla sala e sospeso in aria da un’incerta mensola, un vecchio televisore acceso a tutto volume. La gente intorno è del posto, tutti intenti a mangiare e a chiacchierare tra loro.
Divoriamo la nostra cena composta di casado con pollo fritto e due cerveza a 6800 colones. barato!!( economico/conveniente).
E’ quasi ora del nostro night tour, e ci incamminiamo verso il punto del nostro appuntamento. Alle 19.30 PM il nostro autista ci aspetterà davanti al chiosco per portarci al vulcano.
Arriva il nostro taxi e scende un omone sulla cinquantina sorridente e simpatico di nome Carlos. Durante il tragitto, ci fermiamo a prendere altri turisti e per tutto il tempo Carlos ci ha raccontato della sua numerosa famiglia, di sua moglie giovanissima e delle numerose belle donne che ha incontrato nella sua vita.
Piove e spero di riuscire a vedere qualcosa. Sono curiosissima e molto emozionata e dopo una ventina di minuti, imbocchiamo una stradina sterrata e ci fermiamo in prossimità di un ponticello.
Carlos ci spiega che è una fortuna essere arrivati presto e che il punto dove siamo è uno dei migliori per osservare la colata lavica.
Tutto intorno è molto buio e davanti a noi si sente dell’acqua che scroscia, sembrerebbe una cascata, davanti a noi un muro nero che doveva essere il versante del vulcano.
Carlos sostiene che il 95% dei turisti viene a Costarica per vedere la lava che scende sul fianco del vulcano, ma solo il loro 5% ha la fortuna di vederlo.
A un certo punto, parte una piccola lingua di fuoco che rotola e si spegne subito dopo.
Dietro di noi un folto gruppetto di turisti e tra questi una signora cinese che a ogni piccola macchietta arancione lei urlava e ululava….ho filmato tutto e si sente benissimo! Mamma che ridere. Il nostro appostamento dura forse un’oretta e ho avuto la fortuna di assistere a una colata lavica! Che emozione ragazzi. Tutto intorno è buio e lo scroscio della pioggia unito al profumo della foresta  ti fa sentire la vera forza della natura.
Facciamo  parte del famoso 5%!!! Che felicità!
Missione compiuta si torna verso in taxi con Carlos soddisfatto e sorridente!
Durante il viaggio di ritorno il nostro autista burlone, grida che facciamo parte del famoso 5% e tutti ridiamo ed esultiamo.Nonostante la povertà e il disagio dei giovani, si vive bene qui, la gente che incontro ha sempre il sorriso, sono sempre disponibili ad aiutarti in qualche modo.
C’è una cosa curiosa che mi riempie il cuore di gioia.
Quando entri in un negozio o in un’attività, c’è l’usanza di salutare e di aggiungere il saluto, il come stai. Ebbene, alla domanda ola, come estas….alla risposta bien y tu? Esplode con un sorriso PURAVIDA!
La vita pura, è da quando l’ho sentito la prima volta a S. José che cerco di dare un significato a questa parola. Qui è molto usata e a dire il vero mi sono abituata a usarla anch’io. Sento che il suo significato è molto più profondo di quello che si può immaginare. 
Arrivati a destinazione, ci salutiamo e dopo la foto ricordo si torna in camera per il meritato riposo. Prima di addormentarmi, un bel pensiero mi fa sorridere, domani si andrà alle terme a rilassarci un po’, è la nostra ultima escursione e poi si tornerà a S. José.
Puravida…………